Cosa riceverai con il prodotto?
- 40 g di grani freschi di kefir di latte per produrre 0,5-1 L di kefir al giorno, confezionati in un liquido di copertura speciale che li mantiene freschi durante il trasporto. La coltura si riproduce e cresce con il tempo, così potrai produrne di più o regalarne una parte a familiari e amici.
- Manuale dettagliato, passo dopo passo, per preparare il kefir e prenderti cura della coltura. Ulteriori informazioni
- Ricettario con deliziose ricette a base di kefir.
- Risolviamo qualsiasi dubbio sulla coltura tramite il nostro sito.
- Se la coltura non arriva in buono stato, la sostituiamo.
- Garanzia sanitaria e qualità probiotica. Ulteriori informazioni
Cosa contiene il manuale per la cura della coltura?
Insieme al kefir riceverai un manuale per la cura della coltura e un ricettario con ricette deliziose e facili. Nel manuale troverai, tra l’altro:
- Come preparare il kefir, con consigli su fermentazione, tempi, passaggi, ecc.
- Come prenderti cura della coltura madre e nutrirla in modo semplice.
- I diversi tipi di latte che puoi usare e gli accorgimenti particolari per ciascuno (per esempio vaccino, di capra, di soia, di riso, di mandorla, ecc.).
- Domande frequenti sul kefir.
Cos’è il kefir? Fare kefir è facile, ti spieghiamo i passi
Cos’è il kefir?
Il kefir è una bevanda che si ottiene fermentando latte o acqua con un insieme di microrganismi che formano quelli che chiamiamo grani o coltura di kefir. Contrariamente a quanto pensano in molti, la coltura di kefir non è un fungo, ma una comunità di batteri e lieviti che convivono in simbiosi. Il kefir è uno degli alimenti più complessi che esistano: in alcuni studi vi sono stati individuati oltre 500 microrganismi diversi. Alcuni di questi batteri producono i grani tipici delle colture di kefir, che non sono altro che esopolisaccaridi ricavati da diversi nutrienti del liquido fermentato. Sono proprio questi grani a distinguere le colture di kefir tradizionali dalle bustine o capsule di polvere che si vendono in alcuni negozi.
Tre semplici passaggi per fare il kefir in casa
- Mettere i grani nella quantità di latte consigliata e lasciar riposare 24-48 ore a temperatura ambiente, al riparo dalla luce del sole, in un recipiente non metallico.
- Quando il latte si è addensato, separarlo dai grani con un colino non metallico. Il kefir è pronto: puoi berlo così, dolcificarlo o mescolarlo con la frutta, e conservarlo in frigo.
- Rimettere i grani nel latte per iniziare un nuovo ciclo di fermentazione.
- Se non vuoi preparare il kefir in modo continuativo, puoi rallentare il processo mettendo la coltura in frigorifero, così la fermentazione dura di più. Tutti i dettagli e i segreti sono spiegati nel manuale che accompagna la nostra coltura.
Le tecniche per ottenere un sapore ottimale, le risposte ai dubbi più frequenti, le indicazioni per le bevande vegetali (soia, mandorla, riso…), i tipi di latte più adatti e molte altre informazioni sono spiegati nel nostro manuale, incluso con tutti i nostri prodotti.
Tipi di latte animale e bevande vegetali consigliati
- Trattamento termico: consigliamo soprattutto il latte pastorizzato. Va bene anche il latte UHT, ma alcune marche non danno la consistenza desiderata: se il risultato non ti soddisfa, provane diverse.
- Percentuale di grasso: non è molto importante; va bene il latte intero, parzialmente scremato o scremato. Più il latte è grasso, più il kefir sarà denso; tuttavia, come abbiamo detto, con certe combinazioni di marca e percentuale di grasso il risultato può non avere la consistenza giusta.
- Origine del latte: può essere vaccino, ovino o caprino. Per le bevande vegetali (soia, riso, cocco, mandorla, ecc.) bisogna seguire istruzioni particolari, che spieghiamo nel manuale incluso con il prodotto. Va detto che non tutte le marche sono uguali: la composizione varia molto, soprattutto nelle bevande vegetali. Molti dei microrganismi del kefir si nutrono di zuccheri, quindi meno zuccheri contiene la bevanda, più i microrganismi “patiranno la fame” e meno la bevanda fermenterà.
Intolleranza al lattosio
Molti microrganismi del kefir si nutrono di lattosio, che alla fine della fermentazione risulta molto ridotto. Per questo chi soffre di un’intolleranza lieve o moderata può consumare kefir senza problemi o, almeno, ridurre notevolmente i sintomi. Tuttavia, pur essendo molto ridotto, il lattosio non viene eliminato del tutto e chi ha un’intolleranza grave può continuare ad avere problemi. Consigliamo ai nostri clienti di fare delle prove con cautela e valutare la propria tolleranza. Se non puoi assolutamente assumere latticini, il kefir d’acqua è un’ottima alternativa.
Cosa riceverai con il prodotto?
- Due bustine di coltura liofilizzata, una delle quali di riserva.
- Manuale dettagliato, passo dopo passo, per preparare lo yogurt e prenderti cura della coltura. Ulteriori informazioni
- Ricettario con deliziose ricette a base di yogurt.
- Risolviamo qualsiasi dubbio sulla coltura tramite il nostro sito.
- Garanzia sanitaria e qualità probiotica. Ulteriori informazioni
Cosa contiene il manuale per la cura della coltura?
Insieme al fermento per yogurt riceverai un manuale per la cura della coltura e un ricettario con ricette deliziose e facili. Nel manuale troverai, tra l’altro:
- Come preparare lo yogurt, con consigli su fermentazione, tempi, passaggi, ecc.
- Come prenderti cura della coltura madre e nutrirla in modo semplice.
- Domande frequenti sullo yogurt.
Cos’è lo yogurt? Farlo è facile: ti spieghiamo come
Cos’è lo yogurt?
Latte + batteri = yogurt!
Per fare lo yogurt bastano due ingredienti: latte e batteri lattici. La fermentazione trasforma lo zucchero del latte, il lattosio, in acido lattico, che abbassa il pH e fa coagulare il latte, dandogli la consistenza tipica dello yogurt. Oltre all’aspetto, cambiano in modo importante le proprietà nutrizionali e la digeribilità e, a seconda del tipo di batteri usati, ci sono indizi di possibili effetti positivi sulla salute.
Tre semplici passaggi per fare lo yogurt in casa
- Come passaggio facoltativo, si può portare il latte a ebollizione per migliorarne la consistenza. Non è necessario, ma di solito si fa con le colture termofile. Poi si lascia raffreddare il latte fino a circa 30 °C.
- Si mescola il fermento con la quantità di latte consigliata e si lascia riposare alla temperatura indicata: circa 40 °C se la coltura è termofila, temperatura ambiente se è mesofila.
- Quando il latte fermentato si è addensato, è pronto: puoi mangiarlo così, dolcificarlo o mescolarlo con la frutta, e conservarlo in frigo.
- Bisogna sempre tenere da parte un po’ di yogurt non zuccherato per ripetere gli stessi passaggi e prepararne altro, usando al posto del fermento in polvere lo yogurt della fermentazione precedente. Questi passaggi sono indicativi: segui le istruzioni esatte che accompagnano il prodotto.
Le tecniche per ottenere un sapore ottimale e addensare lo yogurt, le risposte ai dubbi più frequenti, i tipi di latte più adatti e molte altre informazioni sono spiegati nel nostro manuale, incluso con tutti i nostri prodotti.
Tipi di latte consigliati
- Trattamento termico: consigliamo soprattutto il latte pastorizzato. Va bene anche il latte UHT, ma alcune marche non danno la consistenza desiderata: se il risultato non ti soddisfa, provane diverse.
- Percentuale di grasso: non è molto importante; va bene il latte intero, parzialmente scremato o scremato. Più il latte è grasso, più il prodotto finale sarà denso; tuttavia, come abbiamo detto, con certe combinazioni di marca e percentuale di grasso il risultato può non avere la consistenza giusta.
- Origine del latte: può essere vaccino, ovino o caprino.
Intolleranza al lattosio
Molti microrganismi dello yogurt si nutrono di lattosio, che alla fine della fermentazione risulta molto ridotto. Per questo chi soffre di un’intolleranza lieve o moderata può consumare yogurt senza problemi o, almeno, ridurre notevolmente i sintomi. Tuttavia, pur essendo molto ridotto, il lattosio non viene eliminato del tutto e chi ha un’intolleranza grave può continuare ad avere problemi. Consigliamo ai nostri clienti di fare delle prove con cautela e valutare la propria tolleranza. Se non puoi assolutamente assumere latticini, il kefir d’acqua è un’ottima alternativa.
Pensi che le nostre colture siano molto care? In realtà, con le nostre colture risparmi molto!
A causa delle esigenze di conservazione, trasporto e produzione industriale, il kefir e la kombucha che troviamo al supermercato non hanno la qualità probiotica di quelli preparati in casa con una coltura tradizionale. Oltre a offrire più qualità, una coltura casalinga costa molto meno nel medio periodo. Anche se all’inizio una coltura tradizionale costa tra i 20 e i 30 euro, permette di produrre kefir o kombucha all’infinito e cresce con il tempo, così puoi produrne grandi quantità o regalarne una parte. I prodotti commerciali, invece, di qualità probiotica inferiore, rappresentano una spesa mensile se li si consuma regolarmente. La tabella seguente confronta le diverse alternative commerciali con il kefir o la kombucha fatti in casa:
| Tipo | Riutilizzabile con la stessa qualità probiotica | Grado di qualità probiotica | Prezzo approssimativo | Costo in 3 mesi (mezzo litro al giorno o la dose di probiotici consigliata) |
 Pastiglie probiotiche | No | Dipende dalla marca e, in gran parte, dal trasporto, dalla conservazione in frigo e dalla produzione industriale.
Medio-alto
| 2 €/capsula | 120-240 € a seconda della dose |
 Kefir del supermercato (Milk, Yomo, Coop, Esselunga…) | No | Dipende in gran parte dal trasporto, dalla corretta conservazione in frigo e dalla produzione industriale. Medio-basso | ≈ 3 €/litro | ≈ 135 € |
  Kefir in polvere, in capsule o in bustine | No | Dipende in gran parte dal trasporto, dalla corretta conservazione in frigo e dalla produzione industriale. Medio-basso | 4 €/litro | 180 € + costo del latte |
   Colture madre di kefir, kombucha e yogurt tradizionali di Kefiralia | Sì, e cresce: se ne può regalare una parte a familiari o amici | Il consumo è quasi immediato, il cliente sceglie gli ingredienti e non c’è alcun trattamento industriale che elimini microrganismi potenzialmente benefici. Molto alto | 25 €/coltura | 25 € iniziali + costo del latte, oppure di acqua o tè e zucchero per il kefir d’acqua o la kombucha |
Con una coltura casalinga di kombucha, kefir o yogurt tradizionale, quindi, possiamo ottenere una bevanda o uno yogurt di qualità superiore e molto più economici dei prodotti commerciali equivalenti.
Metodo di invio e tempi di conservazione
Confezione e scadenza
I nostri prodotti sono confezionati ed etichettati secondo le linee guida sanitarie europee. Inoltre, poiché spediamo con corriere, spruzziamo o immergiamo le colture in uno speciale liquido di copertura che permette a quelle fresche di resistere diverse settimane in magazzino o in viaggio senza perdere qualità (e a quelle disidratate, diversi mesi). Per questo la probabilità che la coltura si danneggi durante la spedizione è quasi nulla, salvo rare eccezioni. In ogni caso, se alla consegna sospetti che la coltura non funzioni bene, scrivici a info@kefiralia.com e ti aiuteremo; se la coltura risulta in cattivo stato, te ne invieremo una nuova senza costi aggiuntivi.
Tabella delle scadenze
Questa tabella si riferisce sempre a prodotti confezionati e preparati per la conservazione da Kefiralia ed è indicativa: fa sempre fede la data di scadenza riportata sull’etichetta di ciascun prodotto.
| Prodotto | Scadenza a temperatura ambiente | Scadenza tra 1 e 6 °C |
| Kefir d’acqua fresco | 14 giorni | 30 giorni |
| Kefir di latte fresco | 14 giorni | 30 giorni |
| Kombucha | 1 mese | 3 mesi |
| Prodotti disidratati, pasta madre, kefir, yogurt, tempeh... | 6 mesi | Anni |
Garanzia sanitaria e di qualità probiotica
Kefiralia è un marchio commerciale dell’azienda Burumart Commerce S.L., codice fiscale B75070599 e numero di registro sanitario 31.003004/SS relativo a fabbricazione, trasformazione ed elaborazione di enzimi. Per garantire e massimizzare l’effetto probiotico delle nostre colture eseguiamo analisi periodiche che misurano fattori come:
- Il livello di attività dei microrganismi probiotici delle colture, per massimizzare una colonizzazione efficace dell’apparato digerente.
- La quantità di unità formanti colonie (UFC) generate dalle nostre colture, per assicurarci che raggiungano i minimi necessari a massimizzare la sopravvivenza dei microrganismi probiotici agli acidi digestivi.
- La presenza nelle nostre colture di generi di batteri, funghi e lieviti in grado di colonizzare le diverse zone dell’apparato digerente.
Inoltre, dal punto di vista della sicurezza alimentare, e nel rispetto della legislazione europea, eseguiamo prove di sicurezza per escludere la presenza di patogeni come:
- Coliformi (ISO 4831, ISO 4832)
- Escherichia coli (ISO 7251)
- Salmonella spp. (ISO 6579)
- Staphylococcus aureus (ISO 6888-1, ISO 6888-3)
- Listeria monocytogenes (ISO 11290-1)